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16 thoughts on “Mattinata all’Orfanotrofio di Pattaya

  1. complimenti mi sono sensibilizzato per questa storia e quelle di tante altre ,anche perche io ho 3 figli, la prima e femmina e si chiama chiara,il secondo stefano e il terzo daniele:non puoi per questo non commuoverti, i bimbi vanno aiutati nel loro cammino da chi è adulto.arrivederci al 16 giugno

    • Salve Sergio,
      anch’io mi sono sensibilizzata molto. Forse anche per il fatto che proprio in una città così votata al turismo, che purtroppo non è un bel turismo, ci sia una struttura così. Io non ho nessuna esperienza di orfanotrofi, ma ho avuto la sensazione, visitando questo, di un progetto piuttosto “illuminato”.
      A presto

  2. Non sapevo di questi disturbi dell’attaccamento. A me e al mio compagno piacerebbe moltissimo un’adozione internazionale in futuro… chissa’.

    • Trovo che adottare un bimbo sia un gesto d’amore molto bello. Anche in virtù del fatto che spesso i bimbi presentano delle problematiche. Specifico che il disturbo dell’attaccamento non è detto che ci sia sempre, ma solo che i bimbi che arrivano dall’orfanotrofio sono una categoria più a rischio di altre.

  3. Grazie per averci raccontato la tua esperienza e quella di padre Ray. Queste storie ci fanno bene e ci spingono a fare ogni giorno del nostro meglio per far bene gli altri.

    • Grazie a te per aver apprezzato questo racconto.
      Anch’io ammetto che, dopo aver letto la storia di Padre Ray, mi sento spinta a fare qualcosa in più.
      Spesso ci concentriamo solo sui nostri problemi senza pensare che per qualcuno i problemi sono di ben altro spessore.

  4. Cara Federica, leggere ciò che scrivi è sempre interessante, apre mondi, situazioni e reltà a volte problematiche, a volte affascinanti, sempre interessanti e rivelatrici di realtà a noi occidentali del tutto sconosciute. Grazie al tuo modo di scrivere (ti ho già detto quanto mi piace) riesco
    ad avere qualche idea di una realtà tanto lontana dalla nostra.
    Ho saputo che a giugno rientrerai in Italia, ne sono felice…….., ho notizie da Rita, vi seguo con affetto. Spero tanto che quest’ estate possa conoscere te e i bambini de visu. Baci ai pargoli, un abbraccio a voi Nuccia

    • Cara Nuccia,
      grazie, come sempre, per le tue belle parole.
      Spero anch’io di conoscerti presto!
      un abbraccio

    • La responsabile che ci ha seguito nella visita ci ha spiegato che hanno accordi con una serie di nazioni, fra cui anche l’Italia, ed hanno un numero stabilito di bambini che possono assegnare ad ogni nazione. Fino ad oggi diversi bambini sono stati adottati da famiglie italiane, ma la responsabile ci ha anche detto che non è certa che continueranno i rapporti con l’Italia perché la burocrazia è molto complessa e spesso passa tanto, troppo tempo, prima che tutto sia espletato. Avendo loro una percentuale altissima di adozioni andate a buon fine per i bimbi adottabili, stanno valutando se sia meglio rivolgersi solo a nazioni con una burocrazia più rapida in modo che il bimbo trascorra meno tempo possibile in orfanotrofio. L’Italia purtroppo non è fra queste.

      • Tutto vero! E’ davvero una vergogna che in Italia una burocrazia complessa, lenta, anzi lentissima, faccia passare tanto tempo prezioso. Due anni e più dall’idoneità (oltre a quelli necessari per ottenerla) prima di togliere un bambino adottabile dall’orfanotrofio per darlo ai genitori che aspettano di abbracciarlo, sono davvero troppi. Non ci sono parole.

        • Percepisco che parli da persona in qualche modo coinvolta e posso capire il tuo sdegno…
          Da una parte chi vuole dare tanto amore, dall’altra chi ne ha bisogno. Sicuramente potrebbe e dovrebbe essere più semplice riunire due bisogni così intensi e che si completerebbero a vicenda…

  5. Bellissimo davvero. E’ bello quello che avete potuto fare aiutando questi bambini e sicuramente regalandogli una giornata diversa. E’ bellissima la storia di Padre Ray, grazie d’averla raccontata cosi’ in dettaglio. Mi sono venute le lacrime agli occhi guardando attentamente l’espressione di tuo figlio che allunga la mano toccando gli orfanelli…..ha capito, ha capito tutto. E’ bello che i nostri bimbi vedano questo , capiscano che non tutti sono fortunati come loro e non tutti hanno una famiglia che li ama.
    Sto seguendo le notizie italiane riguardanti la Thailandia ma non riesco veramente a capirne l’effettiva gravita’. Spero che voi stiate tutti bene. Un abbraccio

    • Grazie…
      Far vedere a mio figlio che c’è chi è molto meno fortunato di lui, era uno degli scopi della visita. Ha commosso anche me vedere quella tenerezza nei suoi occhi e le premure che aveva per i bimbi più piccoli. Sarà anche perché sono invece abituata a vederlo tormentare continuamente il fratellino…
      Nonostante tutto, la situazione per noi è abbastanza tranquilla. Il disagio maggiore che ci colpisce è sicuramente la chiusura delle scuole. Speriamo che la situazione si evolva in positivo.
      Grazie per il pensiero!

  6. volevo anch’io dire proprio questo….
    bella la foto di tuo figlio mentre si fa toccare il naso dal bimbo 🙂

    Io ho fatto volontariato in un brefotrofio tanti anni fa; i bambini sono sempre energici e danno l’impressione di star bene ma poi… se li guardi bene ti accorgi che soffrono dentro.

    Molto interessanti i libri che ti hanno regalato, ma la cosa che più mi ha sorpreso è l’opportunità che l’istituto dia ai ragazzi di laurearsi! Grandioso,

    • Credo sia impossibile non restare traumatizzati dalla permanenza in orfanotrofio. Anche se fosse il migliore del mondo credo rimanga in primis il trauma di sapere di essere stati abbandonati o di aver perso i genitori. E poi il non avere l’attenzione di persone dedicate solo a te fa il resto.
      Anche a me ha sorpreso che gli paghino gli studi fino alla laurea e la trovo una cosa bellissima.

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